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L'arte cura

del 29 novembre 2018

È un progetto pilota della durata di un anno lanciato dal museo delle belle arti di Montreal insieme all’associazione dei medici francofoni del Canada...

 

L’arte cura. Ha un impatto positivo sulla salute delle persone, e dà benefici non solo nel caso delle malattie della mente, come molti credono, ma anche di quelle del corpo.

Da questa convinzione è nata in Canada una partnership tra il museo delle belle arti di Montreal (Montreal Museum of Fine Arts) e l’associazione dei medici francofoni del Canada (Médecins francophones du Canada). Insieme hanno lanciato un progetto che prevede che i dottori associati possano prescrivere come terapia visite gratuite al museo per i loro pazienti.

Si tratta di un progetto pilota della durata di un anno, iniziato il 1° novembre, durante il quale i medici membri dell’associazione potranno rilasciare fino a 50 prescrizioni che garantiscano una visita gratis al museo per il paziente e la sua famiglia, in tutto quattro persone (di cui due ragazzi fino ai 17 anni).

 

Lo spazio, bellissimo e stimolante, di un museo può migliorare l’umore e il benessere, e dare ai pazienti la possibilità di esplorare esperienze e percezioni al di fuori della loro malattia

Nathalie Bondil, direttore generale del museo delle belle arti di Montreal

«Apprezzare l’arte con le persone amate è la chiave della cura», dice Nathalie Bondil, direttore generale del museo delle belle arti di Montreal, che spiega: «Lo spazio, bellissimo e stimolante, di un museo può migliorare l’umore e il benessere, e dare ai pazienti la possibilità di esplorare esperienze e percezioni al di fuori della loro malattia». Bondil spera che, se l’iniziativa avrà successo, potrà essere replicata da altri musei nel mondo.

«E’ da 20 anni che il museo lavora con la comunità medica in progetti di arte terapia, ma è la prima volta che i dottori possono prescrivere visite d’arte come cura», spiega Thomas Bastien, direttore dell’educazione al museo di belle arti di Montreal.

 

È così raro in medicina che tu prescriva qualcosa e che non ti debba preoccupare di tutti quegli effetti collaterali o interazioni con altri farmaci»

Hélène Boyer, vice presidente dell’associazione dei medici francofoni del Canada

La prescrizione delle visite al museo come terapia complementare ai farmaci tradizionali è una rivoluzione: il progetto di Montreal è la prima iniziativa al mondo di questo tipo.

«È così raro in medicina che tu prescriva qualcosa e che non ti debba preoccupare di tutti quegli effetti collaterali o interazioni con altri farmaci», dice Hélène Boyer, vice presidente dell’associazione dei medici francofoni del Canada. La dottoressa Boyer spiega anche che, tra i vari benefici dell’arte, c’è anche il fatto che «può causare un rilascio di ormoni, che sarebbe altrimenti difficile da ottenere per i pazienti con una malattia cronica che fanno fatica a mantenere un’attività fisica regolare».

Durante il corso dell’anno i dottori verificheranno se ci sono cambiamenti nelle condizioni dei loro pazienti, e al termine del progetto pilota, tra un anno, prepareranno un report con le loro conclusioni.

 

Cristina Barbetta

http://www.vita.it

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