Il giorno in cui don Bosco vide...

del 21 maggio 2018

In uno dei suoi sogni, raccontati ai ragazzi dell'oratorio il 28 novembre 1861, don Bosco spiega chiaramente una cosa perché alcune volte ci si distrae tanto durante la Messa...

 

Don Bosco è un santo molto amato nel mio Paese [Panama, n.d.t.] per la sua vita esemplare e perché ci aiuta a comprendere la devozione a Maria Ausiliatrice, ad amarla come nostra Madre, a sapere che si prende cura di noi e a capire l’importanza dell’Eucaristia e della purezza dell’anima. Il modo in cui ha aiutato i giovani continua ad essere un esempio nel mondo.

Nelle memorie biografiche di Don Bosco si narrano 159 sogni che ha fatto. All’inizio non dava loro importanza, e li raccontava per il profitto spirituale dei giovani, fino a quando si è reso conto che iniziavano a realizzarsi.

I sogni riguardavano molti temi, quasi sempre collegati alla salvezza delle anime e alla vita della Chiesa. Nei sogni gli venivano annunciati eventi futuri.

Ho letto il libro “I sogni di Don Bosco qualche tempo fa e mi ha colpito molto. Dovete leggerlo, è un testo meraviglioso.

Vorrei condividere uno di questi sogni perché spiega chiaramente una cosa su cui ho riflettuto a lungo: “Perché a volte mi distraggo tanto a Messa?”

Il 28 novembre 1861, il santo raccontò questo sogno ai giovani dell’Oratorio:

“Ho sognato che eravamo tutti riuniti in chiesa e iniziava la Santa Messa. Allora sono entrati nel tempio molti ometti vestiti di rosso e con le corna, ovvero dei diavoletti, e si sono messi a distrarre i giovani mentre pregavano.

Ad alcuni presentavano oggetti sportivi, ad altri un libro, a vari un piatto pieno di dolciumi e ad alcuni un armadio sul fondo del quale c’era una buona merenda. Ad alcuni riportavano alla mente il ricordo del loro paese e del loro quartiere, ad altri i dettagli dell’ultima partita.

Ogni giovane aveva un diavoletto che cercava di farlo pensare ad altre cose e non alle preghiere che si stavano recitando.

Alcuni diavoletti erano saliti sul corpo di certi giovani e si intrattenevano ad accarezzarli e a lisciar loro i capelli.

È arrivato il momento dell’elevazione dell’ostia, e al suono della campanella i giovani si sono inginocchiati e tutti i diavoletti sono scomparsi, tranne quelli che erano sul collo, che hanno voltato le spalle all’altare.

Appena terminata l’elevazione i diavoletti sono tornati e si sono dedicati un’altra volta a distrarre i giovani perché non facessero attenzione a quello che stavano recitando.

Credo che la spiegazione di questo sogno sia che i diavoletti rappresentano le distrazioni che ci assalgono quando preghiamo. Se preghiamo senza pensare a quello che diciamo, né alla persona con cui parliamo, né a quello che chiediamo, allora la preghiera perde buona parte del suo valore e del suo potere.

Quelli che hanno il diavoletto sul collo sono coloro che si trovano in una condizione di peccato mortale e non vogliono abbandonare questo peccato. Il diavolo non se ne va perché appartengono a lui, e a questi pregare risulta molto più difficile che agli altri”.

Don Bosco, intercedi per noi presso Gesù, aiutaci a vincere le nostre passioni e ad allontanarci dalle occasioni di peccato, a valorizzare la purezza dell’anima, ad amare la nostra Santa Madre Chiesa, Gesù Sacramentato, Maria Ausiliatrice, il buon San Giuseppe e il Papa.

 

Claudio De Castro [Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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