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Capodanni alternativi! Se ripenso alle parole di mio padre... da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 10 gennaio 2003

 Sono appena rientrato dopo una notte da sballo: le orecchie mi fischiano, gli occhi mi bruciano, sento dolore alla testa, gira, gira tutto. Non capisco, eppure non ho bevuto molto, sicuramente meno del solito! Vuoi vedere che non riesco più a reggere? Io? Impossibile! Chiudo la porta. Cerco le ultime forze e in un attimo di lucidità, mi assicuro che sia chiusa, realmente chiusa. Per sicurezza la riapro e la richiudo. Ora sono certo, è chiusa!

 

 

Entro in sala.

 

 

Sulla parete fronte a me dovrebbe esserci un orologio, guardo l’ora, ma non riesco: troppo buio! Accendo una luce. I miei? A letto: non svegliamoli! Le lancette: la più corta è sulle cinque e quella più lunga? Boh, non vedo. Sono le cinque, minuto più minuto meno: le cinque! Ok, spengo la luce. Devo sedermi! Sto male non riesco a camminare. Devo sedermi un istante!

 

 

Avanzo a tentoni, cerco il divano. Eccolo: lo sento! Già che ci sono mi straio va’, è meglio! Chiudo gli occhi, ma c’è ancora chiaro, vedo ancora luci, colorate, vanno e vengono, intermittenti, lampeggiano. La disco! Sono le luci della discoteca: sono ancora nei miei occhi. Le porto ancora con me, ormai sono nel mio cervello, non riesco a liberarmene! Cos’è stato? Aah, il telefonino! Uno squillo?. Deve essere la ragazza che ho conosciuto al pub questa sera. Beh, risponderò domani, è meglio domani!. Nel frattempo lo spengo.

 

 

Faccio un respiro profondo, un altro ed un altro ancora. Ora sono più tranquillo, più calmo, non sento alcun rumore, non vedo nulla, ma posso ancora pensare, riflettere...sono solo!

 

 

Ora se ripenso alle parole di mio padre, ieri sera prima di partire: <<Ancora con questo veglione, discoteca, alcool, e falso divertimento. Mi sembrate proprio tutti polli dell’allevamento. Almeno i Salesiani al palazzetto organizzano qualcosa di diverso dal solito. I Salesiani!>>, ora non saprei proprio cosa pensare, cosa dire. Aspetta! In fondo forse ha ragione: cosa ho fatto questa sera di diverso, di originale, fuori dai soliti schemi, da quello che fanno tutti? Nulla! Credo nulla! Polli d’allevamento: forse pà intendeva proprio questo? Ma pensa che sia un pollo anch’io? Ma dai! Cosa vuoi che capisca della vita giovanile mio papà, dei giovani, cosa vuoi?! Però, ha ragione, ora lo penso anch’io! Ora sono le stesse mie idee: le stesse! Basta! Basta pensare, è meglio andare a dormire, se avrò tempo ci penserò domani. Domani, se ci sarà tempo!

 

 

Mi alzo e vado.

 

 

Ahia! Che male! Il tavolino! Devo essere proprio esaurito, non ricordavo nemmeno che c’era. Accendo una luce per vederci meglio. Diavolo scatenato! Ho rovesciato tutto e ora che faccio? Devo assolutamente metter in ordine prima di...e questo foglietto cos’è?

 

 

Capodanno 2003 al palazzetto don Bosco – Spirit in Dance.

 

 

Aah, allora le luci accese ieri sera mentre andavo in disco, non erano per una partita di basket come credevo?! Le luci erano accese per la festa! E io che pensavo: guarda che sfigati, giocano proprio la notte dell’ultimo invece di far festa. Un attimo: Spirit in dance?! Ho già sentito questo nome da qualche parte, da qualcuno...forse è stata? Sì! Lei! Ricordo…me ne aveva parlato…mi raccontava di tanta musica, entusiasmo, balli, vivacità, buffet, allegria, animazione, divertimento…, ma credevo fosse la solita noiosa festa parrocchiale, la solita da chierichetti, da bacchettoni. Ma forse, qualcosa di diverso, di alternativo, fuori dai soliti schemi sono proprio riusciti a organizzarlo, queste persone non sono, come dice mio papà <<polli d’allevamento>>. Ma se è così, io non andando..., ha ragione mio padre!

 

 

Qui, tra questa gente, tra la gente, avrei assaporato il vero divertimento, non intendendolo solamente bere alcolici, sballare, ma provando la vera gioia di stare assieme, di condividerla con gli altri, con tutti! Forse ora mi sentirei diverso, più felice, più appagato, forse assaporerei ancora la gioia dello stare assieme anche se qui ora sono solo, interiormente solo! Ora, dopo tutto, non m’importa bere alcolici dei vari tipi di cocktail, con o senza buccia d’arancia, sballare, dimostrare chissà cosa a chi, fingermi figo..., ma di vivere la festa, di essere una festa, ritornare nel proprio ambiente consapevole di dove sono stato, come  ho vissuto, con chi ho condiviso gli attimi della mia vita, di esistenza, di...non so!

 

 

Ci sono parole: ciao, saluta a casa, tutto bene?, scusa, mi dispiace…che a volte passano invano, t’attraversano, come dicono a Roma, altre invece ti colpiscono lasciano un segno, rimangono con te aiutandoti a pensare, a crescere… Ormai l’alba mi sta avvolgendo: forse ora è solo il tempo di respirare, di riposare per poi domani cambiare!

 

 

Grazie pà.

 

 

 

 

 

Pippo

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